‘Oggi ho compiuto 11 anni, sono ultra felice, è arrivata l’età del cellulare. Ora anche io posso averne uno. Oggi arriverà, lo so.
Così mamma saprà sempre dove sono, potrà chiamarmi in ogni momento ed io a lei. Così potrò parlare con i miei amici su wa e giocare con loro anche da casa. Potrò fare delle belle fotografie e tenerle per ricordo. Potrò vedere le mie serie preferite ovunque. Da oggi potrò andare a scuola da sola, tanto, per qualsiasi evenienza, avrò il telefono che mi protegge.
Avrò finalmente il mio smartphone personale. Arriverà in una bella scatola con gli angoli duri. Uno scrigno magico verso l’indipendenza.
So che non potrò ancora iscrivermi ai social, per quelli dovrò attendere almeno il liceo. Ed io attenderò.’
Questo è quello che leggo sul mio diario, alla pagina del 22 settembre, otto mesi fa circa.
Le regole sono precise a casa mia e si rispettano sempre, anche quando non le capiamo bene.
Ad esempio so che mamma e papà possono controllare il mio telefono quando vogliono, ma so anche che se io non gli darò motivo non lo faranno mai.
Perché loro vogliono proteggermi.
Io lo so che mamma e papà mi proteggeranno sempre, lo so, lo so.
Anche io vorrei proteggere loro, perché io sono coraggiosa.
