progetto

‘Eh si. Lo so. Serve un testo per spiegare il progetto "Target Minori - Tanto ho le cuffie". Lo so, però non è semplice.

È come se dovessi descrivere uno dei miei figli. Ho sempre paura di non essere obiettiva, di esagerare con i pregi o, spesso, di esaltare i difetti proprio per non sembrare di parte.
Per me, quindi, spiegare questo progetto non è semplice.
Posso, però, raccontare da cosa è nato.

È nato dall’indignazione.

È nato dall’indignazione, dalla rabbia e dalle lacrime versate vedendo bambini, ragazzi, la cui infanzia è stata sacrificata per colpa degli adulti.
Io non ho avuto una vita facile, ho avuto gravi lutti, una malattia che mi accompagna da quasi 30 anni, ma la mia infanzia e la mia adolescenza sono state perfette. Io credo che gran parte della mia vita e delle scelte fatte siano determinate dai primi 19 anni della mia esistenza.
La mia infanzia è stata salvata dal dolore e poi il dolore è stato salvato dalla mia infanzia felice.
Forse è per questo che io credo che a tutte le persone dovrebbe essere assicurata un’infanzia felice, ad ogni latitudine, in ogni quartiere, in ogni famiglia, in ogni scuola, in ogni società.

Vedo, capisco, sento, tutte le infanzie rubate

E invece, vedo, capisco, sento, tutte le infanzie rubate, tutte le sofferenze inferte, tutti i diritti negati. Li vedo negli adulti irrisolti di cui è pieno il mondo, e nei bambini con il cuore sanguinolento e gli occhi fieri anche se pieni di lacrime.
E così le storie di ogni bambino, ogni ragazzo e ogni adulto che mi ha trasferito il suo essere adolescente, sono diventate indignazione, rabbia e lacrime.
Esiste un mondo di bambini invisibili, un esercito di ragazzi invisibili che popola la terra, nessuna straordinarietà nei loro gesti, nelle loro vite, nessun eccezionalità apparente, nulla che troverebbe posto sulle prime pagine dei giornali, nulla che farebbe ricordare i loro nomi tra cento anni.

bambini ordinariamente invisibili ma reali

Eppure tutti questi bambini ordinariamente invisibili ma reali, veri, vivi o vissuti, hanno bisogno di essere raccontati, perché i loro diritti negati siano visibili, i loro dolori, disagi, siano tanto visibili da renderli straordinari e degni di attenzione.
L’indignazione aumenta poi quando mi rendo conto che le cose accadono e gli adulti non fanno niente. Quegli stessi adulti che sono pronti a puntare il dito sulle nuove generazioni, considerandole sempre meno, assolutamente meno, delle loro.

Ecco da questa indignazione, dalla rabbia per la mancata comprensione pregna di superbia, nasce il progetto Target Minori - Tanto ho le cuffie. Nasce dalle lacrime trattenute dagli occhi fieri dei ragazzi, dalle loro parole, dalle loro voci.
E ora io e tutti coloro sulle cui forti gambe il progetto cammina chiediamo agli adulti di stare ad ascoltare le giovani voci, abbassando quel dito puntato e aprendo occhi, orecchie e magari, se riescono, anche il cuore.

NOI SIAMO "TANTO HO LE CUFFIE"
ED IL NOSTRO SUPERPOTERE È L'INDIGNAZIONE

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