A scuola avevo preso un 10, mai preso nella mia lunga carriera scolastica. Quel giorno però la professoressa aveva messo un dieci, un solo dieci e proprio al mio tema.
Mi aveva chiesto di parlare della mia famiglia e io ho inventato tutto.
Ho raccontato che la mia era una famiglia felice, che mamma e papà si volevano bene e che si tenevano sempre la mano. Ho detto che la sera cenavamo tutti insieme e ci raccontavamo cosa era successo durante la giornata e ridevamo come degli sciocchi, così senza motivo, solo perché eravamo felici.
Le ho detto che mio papà mi aveva fatto una grande sorpresa: una sera mi aveva portato un gattino bianco e nero che io avevo chiamato Boh.
Le ho detto che il sabato sera mamma e papà ci portavano a mangiare la pizza e poi il gelato vicino al mare.
Le ho detto che papà non si perdeva mai una mia partita di pallavolo o un saggio di danza di mia sorella; che la sera, anche se oramai grande, mi raccontava una bella storia per farmi dormire più serena e poi quando pensava dormissi mi dava un bacio leggero sulla guancia, leggero leggero per non svegliarmi.
Ho raccontato tutto quello che avrei voluto. Non ho avuto il coraggio di raccontare la verità.
