progetto

Mi hanno detto che non erano la mia mamma e il mio papà, ma io non ricordo di averne avuti altri.

Eppure un signore con una divisa nera e una grande pistola mi ha detto che quelli che io pensavo fossero i miei genitori in realtà non erano neanche miei parenti. Lo hanno scoperto con un esame che non ricordo come si chiama DQE, DQN, DNQ… vabbè non ricordo, ma non credo sia importante.
Io però ricordo di quando i finti mamma e papà mi lasciavano vicino a quel palazzo con un piccolo cartello. Non so cosa c’era scritto, io non so leggere, ma so che tutti poi mi davano delle monetine. Io li aspettavo, fermo lì, senza mai muovermi, per paura che poi tornavano, non mi trovavano e non mi prendevano più. Non facevo neanche la pipì.
Quando gli portavo tanti soldini erano felici e mi davano anche un bel pezzo di pane per cena, ma se non portavo nulla erano tristi, anche un po’ arrabbiati e gridavano forte forte.. e poi niente pane.
Io però di soldini gliene portavo sempre tanti perché io ero bravo a stare immobile, triste, serio, a fare come mi dicevano loro, a non sorridere mai.
Tanti signori e anche dei bambini hanno provato ad insegnarmi, ma evidentemente mi manca proprio l’espressione.
Ora, qui in comunità, mi chiamano il bambino senza sorriso.
‘Dai Hari, guarda me. Scopri i denti.’

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