progetto

Ero piccolo, veramente piccolo quando vidi per la prima volta un uccellino.

Era un passer domesticus, una specie comune, nulla di eccezionale eppure per me quel giorno fu eccezionale.
Quel giorno la mia finestra si aprì improvvisamente sul mondo.
Quel passero comune mi fece capire che si poteva volare liberi, senza ruote, senza cinghie, senza scarpe.
Da quel giorno iniziai a fissare, nelle mille giornate immobili, uguali una all’altra, il davanzale della finestra.
Una domenica arrivò un altro uccello, tutto nero con il becco giallo.
Atterrò leggero sul davanzale, muoveva la testa a scatti, come se cercasse qualcosa con lo sguardo curioso verso l’interno. E all’interno c’ero io, immobile, che lo ammiravo.
Dopo pochi secondi ne atterrò un altro, uguale, identico, ma di un marrone che andava sul grigio. Ero sicuro fossero della stessa specie ma non sapevo proprio quale specie fosse.
Mio padre, che non ha bisogno di sentire le mie parole per capire, forte della sua terza media, prese subito il telefono e cercò su google ‘uccello nero con il becco giallo’ e mi lesse a mala pena quello che trovò scritto date le parole difficili: ‘Uccello dei Turdidi (Turdus merula), comune nei boschi, nelle siepi, nei giardini; il maschio è nero lucido con becco e rima palpebrale gialli, la femmina marrone con becco bruno in autunno e giallo in primavera’.

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